Eolico

L’energia eolica, ovvero l’energia ottenuta dal vento, è ecologica perché non viene consumata e non deve quindi essere prodotta.
È una forma di energia rinnovabile, in quanto non richiede alcun tipo di combustibile. Un impianto eolico, infatti, utilizza l’energia cinetica del vento, convertendola in energia meccanica, prima, e in energia elettrica, poi. Questo avviene attraverso il rotore dotato di pale che raccolgono questa energia e, ruotando, muovono un generatore elettrico collegato alla rete.
E’ una fonte pulita, perché non provoca emissioni dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Lo sfruttamento dell’energia eolica risale a tempi remoti: i mulini a vento dei popoli antichi utilizzavano questo tipo di energia per ricavare energia meccanica da usare nelle più varie applicazioni (dalla macinazione al pompaggio dell’acqua) e le grosse imbarcazioni a vela utilizzavano il vento come forza motrice.

Secondo quanto è stato sostenuto da uno studio americano, i cui risultati sono stati pubblicati su “Nature Climate Change”, l’energia eolica sarebbe in grado di coprire il fabbisogno energetico mondiale, se consideriamo gli attuali livelli di produzione di energia, che sono pari a 18 TW.

Attraverso un impianto eolico è possibile proprio trasformare l’energia cinetica del vento in energia elettrica.

In particolare, un impianto eolico è costituito da un gruppo di aerogeneratori di media (600-900 kW) o grande (>1MW) taglia, disposti sul territorio in modo da meglio sfruttare la risorsa eolica del sito. Gli aereogeneratori sono connessi fra loro elettricamente attraverso un cavidotto interrato. All'impianto eolico è associata una cabina-stazione di consegna che, a sua volta è connessa alla rete elettrica nazionale. Gli aerogeneratori sono costituiti essenzialmente da una navicella o gondola, sostenuta da una struttura metallica, alla quale è connesso un rotore ; il rotore è costituito dalle pale fissate su di un mozzo e progettate per sottrarre al vento parte della sua energia cinetica per trasformarla in energia meccanica. Al soffiare del vento il rotore gira e aziona a sua volta il generatore elettrico, tramite un moltiplicatore di giri, che ha la funzione di trasformare l'energia meccanica in energia elettrica. Dal rotore, l'energia cinetica del vento viene trasmessa a un generatore di corrente collegato ai sistemi di controllo e trasformazione tali da regolare la produzione di elettricità e l'eventuale allacciamento in rete. L'energia elettrica prodotta in navicella viene convogliata al suolo attraverso cavi elettrici; sempre al suolo vengono inviati mediante opportuni cavi i segnali necessari per il controllo del corretto funzionamento dell'aerogeneratore.

L’energia prodotta viene immessa nella rete di trasmissione nazionale come previsto dalla normativa vigente.

Ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. n. 387 del 29/12/2003 è la Regione l’ente preposto al rilascio del permesso per la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico.

Il Comune non rilascia alcuna autorizzazione né concessione edilizia. Il Comune esprime il proprio parere all’interno della Conferenza dei servizi, dove intervengono altri enti (oltre 20) che esprimono i pareri per gli aspetti di propria competenza (ambientali, igienico-sanitari…).

Un sito per essere idoneo alla realizzazione di un impianto eolico deve essere sufficientemente ventoso. In Italia questa caratteristica è presente soprattutto nel centro-sud e nelle isole e praticamente assente nelle regioni del nord Italia.

Il sito inoltre deve essere: accessibile ai trasporti eccezionali (lunghi fino a 70m), con pendenze non elevate, vicino alla rete elettrica di alta tensione, in aree con scarsa vegetazione. Non può essere istallato a quote troppo elevate (mai oltre i 1800 metri sul livello del mare). Deve rispettare i vincoli ambientali previsti dalle normative vigenti.

Per sviluppare un progetto eolico, un sito si localizza sulla base di una ipotesi di fattibilità legata alle caratteristiche sopra indicate; poi si installano uno o più torri di misura del vento (anemometri) e si raccolgono i dati sul vento per almeno un anno al fine di verificare il potenziale eolico del sito; a questo punto, si redige un progetto preliminare con un posizionamento ottimale delle turbine (layout di impianto), nel rispetto dei vincoli sul territorio; quindi, si sottoscrivono gli accordi per i terreni (con privati o enti pubblici); si richiede al gestore della rete elettrica (TERNA/ENEL) il punto di connessione per il trasporto dell’energia; si redige il progetto definitivo e si avvia il procedimento di autorizzazione unica presso la Regione. Ottenuta l’Autorizzazione Unica il progetto è realizzabile, quindi è possibile procedere alla realizzazione dell’impianto.

Per quanto riguarda gli incentivi, non sono gli impianti eolici ad essere incentivati bensì l’energia prodotta dagli stessi: se un impianto non funziona e non produce energia, non riceve incentivi.

Il produttore di energia da fonte rinnovabile può vendere il titolo (Certificato Verde), che gli viene riconosciuto per ogni MWh di energia prodotta, a tutti i produttori di energia da fonte convenzionale. Questi ultimi, infatti, sono obbligati a produrre o acquistare una percentuale di energia da fonti rinnovabili (eolico, idroelettrico, biomasse, moto ondoso..). Questo meccanismo fa sì che l’incentivazione sia pagata dai produttori di energia elettrica da fonte convenzionale (carbone, petrolio, gas) .

Esistono impianti off-shore e impianti on-shore. I primi sono impianti realizzati in mezzo al mare, gli altri sono impianti realizzati a terra.

Il costo di sviluppo, costruzione e manutenzione dei primi è molto più elevato, a causa della maggiore difficoltà di raggiungere il sito.

Questi però presentano molteplici vantaggi: una migliore risorsa eolica (vento più costante) e, in virtù degli spazi disponibili, la possibilità di realizzare impianti di potenza maggiore (oltre i 200 MW). I mari del nord Europa sono particolarmente adatti a queste istallazioni perché anche a una certa distanza dalla costa i fondali sono bassi (10-20m) e la risorsa eolica è abbondante. Per fondali profondi come nel Mediterraneo si sta sperimentando una nuova tecnologia di “galleggiamento” delle turbine tuttora non consolidata.

Effetti sull’ambiente:

·         Impatto visivo: gli aerogeneratori per la loro configurazione sono visibili in ogni contesto ove vengono inseriti. Una scelta accurata della forma e del colore dei componenti, per evitare che le parti metalliche riflettano i raggi solari, consentirebbe, però, di armonizzare la presenza degli impianti eolici nel paesaggio.

·         Rumore di un aerogeneratore: è provocato dall'attrito delle pale con l'aria e dal moltiplicatore di giri. Questo rumore può essere smorzato migliorando l'inclinazione delle pale, la loro conformazione, e la struttura e l'isolamento acustico della navicella. Il rumore proveniente da un aerogeneratore deve essere inferiore ai 45 decibel in prossimità delle vicine abitazioni. Tale valore corrisponde ad una conversazione a bassa voce. I moderni aerogeneratori soddisfano questa richiesta a partire da distanze di 150/180 metri.

·         Effetti sulla fauna locale: gli unici effetti riscontrati riguardano il possibile impatto degli uccelli con il rotore delle macchine. Il numero di uccelli che muoiono è comunque inferiore a quello dovuto al traffico automobilistico, ai pali della luce o del telefono.

·         Interferenze sulle telecomunicazioni ed effetti elettromagnetici: per evitare possibili interferenze sulle telecomunicazioni e la formazione di campi elettromagnetici basta stabilire e mantenere la distanza minima fra l'aerogeneratore e, ad esempio, stazioni terminali di ponti radio, apparati di assistenza alla navigazione aerea e televisori.

Il continuo sviluppo del settore eolico ha portato, nel corso degli ultimi anni, alla produzione di generatori eolici caratterizzati da elevata affidabilità e da costi contenuti.

La tendenza attuale del mercato vede la realizzazione di aerogeneratori sempre più grandi e potenti; le macchine commerciali di taglia maggiore hanno una potenza di 5-6 MW e un rotore del diametro di oltre 120 metri. Uno solo di questi aerogeneratori, in condizioni di vento ottimale, può soddisfare il fabbisogno di elettricità di quasi 5.000 famiglie.